Nomen Omen

“Gino! oh Gino! Fermati che sono arrivati, continui dopo.”

Nel frastuono che regna senza controllo in via Trota mi sono ritrovata a riflettere su una questione che ha catturato i miei pensieri mentre la betoniera mulinava con un gran fracasso e il martello pneumatico batteva: in cantiere non esistono operai che si chiamino Leone, Edoardo, Lapo o Otto. Insomma, quella sfornata di nomi di Papi e sovrani che  le mamme moderne adorano (perchè loro adooooorano!), in cantiere non si sono mai sentiti.

In cantiere esistono solo i Franco, i Gigi e i Mimmo. Di cognome fanno Africano, Cutrufo o Garrone. Loro, i muratori, sono i primi ad arrivare alle 7.50 per iniziare puntuali alle 8.00. Quando arriva l’impresa bergamasca, dai manovali agli operai più specializzati, si cambia registro perchè evidentemente le madri bergamasche hanno distribuito ai figli nomi che  terminano immancabilmente con la lettera “S”. E’ un tripudio di Amos, Hermes, Athos o Dennis. Questi di cognome fanno Brambillasca, Garminati o Zanetti.

Nella fase successiva arrivano le squadre degli italianizzati, cioè operai arrivati nel nostro Paese molti anni fa che hanno italianizzato il proprio impronunciabile nome, togliendovi molte consonanti, per cui Fathmir è diventato Fabio, Piotr si è trasformato in Pietro, Stavros in Stauros, che potrebbe essere confuso come appartenente alla ditta bergamasca ma in realtà proviene da un est molto più a oriente di Curno.

Proseguendo con le fasi del cantiere si nota un assestamento: intervengono i vari rappresentanti, i fornitori abituali, quelli che di nome fanno Luca, Roberto, Massimo. Di cognome a seconda della provenienza geografica possono chiamarsi Cereda, Rossi, Fumagalli ma anche Innerhofer o Avetrano. Comunque hanno nomi piuttosto correnti, facilmente pronunciabili e che si ricordano senza cercarli sulla rubrica.

Potenza della mente della madri! Sapevano già che i propri pargoli avrebbero intrapreso la carriera in un’ azienda di prodotti per l’edilizia e dai tempi più remoti affibbiarono loro nomi “normali”, di quelli che non puoi sbagliare la pronuncia.

In questa gerarchia di competenze e di nomi,  in cima alla piramide c’è il proprietario dell’immobile. Il committente che si affida a tutti questi Gino, Franco, Dennis o Serghej  spesso non ha un nome comune. Quello del cliente finale è un nome che puo’ suonare come Gianriccardo Iezzi di Montorfano, per gli amici lo Iezzi, o Teodoro Rosi De Calasciutta, detto Dodo. Un pò fantozziano come concetto ma purtroppo la realtà a volte supera la finzione.

Comunque, mai nessuno che si chiami Stefania, Olga o Gianna in cantiere.

Monza, 23.07.2017

 

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