La cicogna di ferro

La mattina del 13 gennaio 2012 nel cielo azzurro di Fez vidi l’ennesima cicogna. Una scintilla e a Settembre nacque Giglia.

La sera del 13 gennaio 2012 nel cielo scuro del Nostro Mare quattromila persone videro l’ennesimo porticciolo illuminato. Il blackout e poi la disperazione.

Umani destini. Giglia, che ha quasi cinque anni, in vacanza sull’isola dove accadde la piu grande sciagura navale della storia italiana, la notte del 13 Gennaio 2012.

A memoria del naufragio, davanti al porticciolo, è rimasta una piattaforma sovrastata da un origami di ferro blu e giallo dove lavorano tuttora ed incessantemente tecnici, biologi, sommozzatori italiani e stranieri, che dopo avere disincagliato il relitto della nave e averla accompagnata in un porto per smantellarne la carcassa, stanno cercando di ripristinare un ecosistema ancora sofferente a causa di quel naufragio. Un cantiere infinito per una sciagura immane.

Per la prima volta vedo però un cantiere con occhi completamente diversi, con un sentimento di ammirazione e ritrovato orgoglio italiano. Mi hanno raccontato che i sommozzatori fanno turni da 1 ora, alternando 20min.di lavoro e 40min.di recupero, monitorati, ogni giorno, tutti i giorni,  con qualsiasi condizione atmosferica. Hanno recuperato resti, corpi, oggetti. Ora stanno cercando di ricomporre un paesaggio sottomarino sfregiato dalla nave incagliata e rimasta adagiata sul fondale per due anni.

Un’operazione senza uguali, purtroppo non ancora terminata. Si sta oggi portando avanti un lavoro minuzioso per ripopolare il fondale con le praterie di poseidonie,  ricreare l’habitat idoneo per scorfani, gallinelle e pinna nobilis, così come era prima del 2012.

Come in ogni cantiere, ahimè, nel corso degli anni si sono susseguite orde di pensionati in gita per vedere la “balena” arenata, guardare come andavano i lavori, portare un fiore (?). Semplice morbosità, direi io, e niente da fare nella vita, aggiungerei.

Mi piace sottolineare che la bellezza sta sempre negli occhi di chi guarda ed io vedo quello strano animale di ferro piazzato in mezzo al porticciolo come un gigantesco cormorano, in attesa di un banco di acciughe. Una visione positiva, elaborazione fantastica della mia mente per scacciare via i pregiudizi ignoranti di chi non è più tornato sull’ isola dopo la tragedia, di chi è approdato solo per fare macabro turismo, di chi non ha capito che qui la semplicità costituisce una rara e unica occasione.

Quasi quasi cambio mestiere e mi faccio assumere dalla Pro Loco.

CARNET D’ADRESSE

_ Appartamento delizioso con vista magnifica sul porto ospiti del gentilissimo Henryk.

_ Alimentari dalla Sig.ra Margherita, gentilissima coi bambini.

_Gelato da Nilo, da provare il gusto Fico isolano e il sorbetto alla mora.

_Ovunque Mare blu, limpido, profondo per chi alle piscine preferisce il mare vero.

Giglio Porto, 13.08.2017

 

 

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