Casa del Papa e Villa di Adriano

PARTE 1 (LA CASA DEL PAPA)

L’avevamo allenata per mesi, preparata ed istruita da marzo.

“Giglia, ti porteremo a Roma, a vedere la Casa del Papa, proprio come ci avevi chiesto tu. Andremo anche a vedere la Villa dell’imperatore Adriano”.

E’ iniziato così il tour dalla Capitale, infarcendo ogni tappa con racconti e aneddoti che potessero destare interesse in Giglia. Arrivati a San Pietro abbiamo snocciolato tutto il nostro sapere sul colonnato del Bernini, che sembra un abbraccio, che se ti metti in un punto preciso della Piazza vedi solo la prima fila di colonne, sulla gigantesca cupola ideata da Bramante e completata da Michelangelo detta Er Cupolone, sulle Guardie Svizzere che si vestono di feltro anche in Agosto.

In Piazza Navona abbiamo fatto un selfie imitando il gesto del gigante della fontana dei Quattro Fiumi dell’architetto Bernini, che indispettito dell’opera dell’architetto Borromini, pensava che la Chiesa di S. Agnese stesse per cadere e ne ha immortalato lo sdegno.

Al Pantheon l’abbiamo incantata con la storiella dell’occhio di luce, da cui non entra mai acqua e a Fontana di Trevi abbiamo espresso il desiderio di tornare a Roma lanciando la monetina con un rito magico.

Esperienza molto positiva la visita della Città Eterna con figlia cinquenne al seguito, ma poi ci siamo rifugiati al fresco dei Colli Albani soggiornando nel silenzioso borgo che fu la residenza estiva del Papa, luogo di pellegrinaggio e meditazione.

A fine giornata Giglia, stanca ma con occhi da malandrina, proprio davanti alla Collegiata del Bernini emetteva un rutto talmente abominevole che, in confronto, nemmeno la cupola, la piazza e la prospettiva barocca del piccolo borgo avrebbero potuto suscitare tanto sbigottimento nei pellegrini . Noi, come genitori impostati e radical chic, altro non abbiamo saputo fare se non comprarci una bella bottiglia gelata de Frascati Superiore con quattro porzioni di Vera Porchetta D’Ariccia e per toglierci d’imbarazzo intonare un bel  “ma che cce frega, ma che cc’emportaaaaaa se dentr ar vino….” e ci siamo divertiti davvero. Ecchecce vò

Castel Gandolfo, 18.08.2017 _ Monza 21.08.2017

Federica Pacini.

Peccando di presunzione su questo articolo sono obbligata a mettere il copyright, col mio nome vero e come sempre indicando la data. Ieri, sgomenta, mi sono accorta che sulla rubrica di Viaggi di Repubblica un giornalista (quindi suppongo laureato in Lettere, iscritto ad un Albo e con esperienza , cosa che non sono io) in data 19.08.2017  ha, secondo me, preso molti (troppi) spunti dall’ultimo mio articolo intitolato “La Cicogna di ferro” del 13.08.2017. Vorrai mica che una testata come Repubblica vada a copiare tutti i racconti di viaggio di architettoxx, ti pare?

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