Casa del Papa e Villa di Adriano

PARTE 2 (VILLA DI ADRIANO)

L’odore di spazzatura e le sterpaglie ancora fumanti, alcune prostitute appassite sotto le indicazioni sbiadite di centri commerciali sono il pegno da pagare per potere raggiungere Tivoli percorrendo la Via dei Castelli. La strada ti obbliga a lambire l’estrema periferia romana, uguale a qualsiasi altra degradata periferia. Un classico esempio di non luogo, si pronuncerebbero tutti gli architetti di mia conoscenza.

Poi però si svolta seguendo le chiare indicazioni per Villa Adriana e si comprende di non essere in un luogo qualunque. La Villa di Adriano è un Luogo con la L maiuscola, un Sito classificato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Che ti lascia a bocca aperta, Giglia cinquenne compresa.

Gli scavi si estendono per 120 ettari, (non oso immaginare la durata del cantiere! ) inframezzati da ulivi e pini marittimi, quindi nonostante il  furbo ingresso delle 11.00 a.m. la visita di tre ore è stata piacevole, rilassante e di grande ispirazione. Villa Adriana costituisce da sempre una tappa obbligata del Grand Tour di ogni grande artista o architetto e non ho fatto fatica ad immaginarmi un Le Corbusier o un Kahn gironzolare tra le rovine; ci ho visto però anche una bambina incuriosita dai cunicoli, dagli edifici, dagli specchi d’acqua e dai blablabla di mamma e papà.

Purtroppo data l’età prescolare di Giglia non mi sono soffermata troppo sui dettagli, avrei voluto leggere ogni descrizione, avrei voluto fare una visita con l’audioguida, avrei voluto guardare con calma la piantina del sito e studiarmi con attenzione le planimetrie degli edifici, ma è stato ugualmente interessante cercare di trovare spunti adeguati per tutte le età.

Il Teatro Marittimo è talmente perfetto da sembrare la scenografia ideale per un film sui Pirati. Un isolotto circondato da un canale (con tartarughe) di forma circolare al quale si accedeva tramite un ponte levatoio. Volte e colonne ioniche coronano il complesso e lo concludono conferendogli l’aspetto di un piccolo, prezioso giardino segreto.

Il Canopo, con la sua distesa d’acqua verde, lascia invece immaginare feste e baccanali. Una vasca olimpionica, coronata da statue, al cui bordo una esedra faceva da sfondo a zampilli e giochi d’acqua. Impressionante per bellezza e originalità, anche se, ahinoi,  credo sia stata fonte d’ispirazione per ogni piscina coatta del Bel Paese e d’OltreMare.

E poi cupole, volte,criptoportici e ninfei. Passaggi segreti e mosaici da non calpestare. Giglia ha assimilato tutto questo in tre ore. Ha persino capito che Adriano, che era Imperatore, si faceva portare dai servi, attraverso tunnel sotterranei per non disturbare gli ospiti, frutta fresca ad ogni ora e che aveva fidanzato, con la O, che amava moltissimo.

Tivoli, 19.08.2017 _ Monza 21.08.2017

Federica Pacini.

Precedente Casa del Papa e Villa di Adriano Successivo O la borsa o la vita