Il Magazzino Bricotuttoio

Secondo me ci sono posti che sono appendici dei cantieri. E che forse mi fanno rabbrividire ancora di più. Sto parlando dei magazzini edili.

Sono luoghi orribili, dove l’essere umano maschio mostra il peggio di sé e l’essere umano donna è meglio che non vi càpiti.

Non sto parlando del classico Mago Merlino o Bricotuttoio, che sono un po’ all’acqua di rose; qua sto parlando di magazzini edili che aprono alle 7.00 di mattina. Roba forte.

Esistono magazzini differenziati per tipologia merceologica : c’è il magazzino di forniture elettriche, il magazzino dedicato all’idraulica e termosanitari, il magazzino edile vero e proprio dove puoi trovare di tutto, dal mattone alla piastrella passando per la giacca impermeabile coordinata con il cinturone porta martello.

Gli impianti dei magazzini edili di ogni categoria hanno caratteristiche piuttosto semplici ma funzionali. All’ingresso si trova sempre un lunghissimo bancone accettazione-vendita- consiglio e alle spalle un labirinto di scaffali.

Analizzerò per primo il magazzino di termoidraulica e sanitari. Quando una femmina sconfina in quelle lande si crea subito scompiglio, si sente un impercettibile frusciare di carta, come se improvvisamente si chiuderesso tutti i cataloghi e si coglie una strana espressione sui volti degli impiegati, che esprime un misto di ammissione di colpa e un “…..è sempre stato così però, dai non ti scandalizzare”.

Il motivo è lì, sopra le teste di tutti: in ogni singolo magazzino di termoidraulica ci sono appese gigantografie che ritraggono la velina di turno o la Belen qualunque in tanga e reggiseno (ripeto: tanga e reggiseno) che accarezza o bacia una caldaia (ripeto: caldaia) o una pompa (quindi niente domande) o un vaso di espansione (ripeto: vaso di espansione (?)), per una azienda che io qua chiamerò Califfi. 

A sfogliare il catalogo viene solo voglia di ridere o fuggire lontano, lontaaaaaano, lontaaaaaaaaaaaaaaaano. Come diceva Claudio Baglioni.

Vi presento il vaso di espansione.

 

La mia prima esperienza in un magazzino di elettroforniture invece risale ad una mattina di Agosto del lontano 2006, in cerca di un interruttore magnetotermico. Varcata la soglia della bussola in vetro venni subito sopraffatta da un odore nauseabondo di sudore, capello unto e sigaretta. Erano le 8 in punto e da lì a poco avrei ascoltato la conversazione più assurda e obsoleta della mia vita. “Ueh, Carmine, come va?” “Eh, bene dai. Oggi è venerdì, finiamo il lavoro dei trenta appartamenti, domani per fortuna è sabato e mi faccio il bagno…sai con questo caldo! Poi carico la macchina e partiamo per le ferie che vado al Paese”.

Interdetta dalla conversazione capii subito che esisteva ancora qualcuno che si lavava solo di sabato mattina e l’untuosità puzzolente del bancone accettazione-vendita- consiglio mi confermò il sospetto. Da quel giorno mi porto sempre in borsa una confezione di detergente per le mani a base alcolica e sto attenta a non toccare nulla, come se fossi ai bagni dell’autostazione.

Del rivenditore di piastrelle, come del magazzino di vernici parlerò in un’altra occasione perchè qua si aprono mondi nuovi e sempre diversi.

Al contrario i più commerciali Mago Merlino o Bricotuttoio quest’oggi non sfuggiranno a questa mia personale recensione. Rappresentano il corrispettivo al maschile di Sara o K&M. In genere, proprio come negli originali, si va in coppia a fare acquisti  il sabato pomeriggio, ma in questo caso è il marito ad essere in preda all’ossessione compulsiva di comprare ogni rondella, O ring o tubo del 12. E la moglie, mestamente, segue a due metri di distanza con le pive nel sacco.

Monza, 03.09.2017

Federica Pacini

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3 commenti su “Il Magazzino Bricotuttoio

  1. Lo ammetto Federica, l ho pensato pure io, una donna in un magazzino edile … è un po’ come vederla nel bagno degli uomini: ma che cxxxo ci fa’ qui?? :-))) scherzo, tieni duro e complimenti per il tuo blog, molto divertente 🙂

    • hihihi…come dicevo a tua moglie, avrei voluto essere come la Belen e tascorrere le mie giornate a baciare caldaie. Purtroppo oltre a lavorare, scrivo. Comunque grazie, spero che continuiate a seguirmi. ne ho talmente tante da raccontare……

  2. Davide il said:

    Lo ammetto, Federica, l ho pensato pure io, una donna in un magazzino edile … è un po’ come vederla nel bagno degli uomini: ma che cxxxo ci fa’ qui?? :-))) scherzo, tieni duro e complimenti per il tuo blog, molto divertente 🙂

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